Il Papa non è Charlie…

Questo articolo mi rivela, ancora una volta, la grandezza e il coraggio di un uomo la cui comparsa sulla scena mondiale dei personaggi del nostro tempo è un segno – non casualmente – provvidenziale. Certo, come dicevo nei giorni scorsi, eravamo tutti ‘Charlie’, se non altro per doveroso e incondizionato rispetto nei confronti di chi era stato barbaramente assassinato. Ma poi, dopo la pancia, dopo le emozioni, dopo il rispetto, c’è la riflessione razionale, l’analisi delle dinamiche che hanno condotto all’ennesima barbarie. E da quell’analisi emergono non solo gli aspetti politici, religiosi, sociologici e finanche filosofici, emergono semmai anche le responsabilità individuali, soprattutto da parte di chi ha un ruolo rilevante nella società ed è investito di compiti che non possono tralasciare l’importanza del rispetto delle altrui credenze o affiliazioni.

Dafni Ruscetta

 

“Non si uccida in nome di Dio, ma non si prendano in giro le religioni”.

“La libertà di religione” è essenziale, e “non si uccide in nome di Dio”. La “libertà di espressione è un diritto, ma anche un dovere”. Neppure, dice il Papa in volo verso Manila, “si offende la religione”, ma in questo caso “non si reagisce con violenza“.

“Tutti e due – ha risposto Francesco – sono diritti fondamentali. Non si può violarli. Ma, andiamo a Parigi, parliamoci chiaro, non si può nascondere una verità: uccidere in nome di Dio è una aberrazione. La religione si deve praticare con libertà, senza offendere, senza imporre nè uccidere. E la libertà di espressione è un diritto, un obbligo in un certo senso, perché c’è il dovere di dire quello che si pensa per aiutare il bene comune. Se un deputato o un senatore non dice, allora non collabora al bene comune. Dunque abbiamo l’obbligo di esprimere il nostro pensiero, ma senza offendere. È vero che non si può e non si deve offendere”.

Per spiegarsi meglio, Bergoglio è poi ricorso ad un esempio concreto, coinvolgendo Alberto Gasbarri, l’organizzatore dei viaggi papali, una persona mite e civilissima. “Se il dottor Gasbarri, che è mio amico, dice una parolaccia contro la mia mamma è normale – ha affermato Papa Francesco – che si aspetti un pugno. Non si può provocare non si può prendere in giro la religione di un altro. Non va bene.

Benedetto XVI ha parlato in proposito di una metafisica post-positivista che tratta le religioni come fossero sottoculture tollerate. Questo perché non sono nella cultura illuminata: è l’eredità dell’illuminismo. Così c’è gente che sparla, che prende in giro, giocattolizza la religione degli altri”. Ma c’è la reazione: “può accadere come al dottor Gasbarri se dice qualcosa contro mia mamma”.

“Ogni religione ha dignità e io non posso prenderla in giro. Nella libertà di espressione ci sono limiti come quello della mia mamma”, ha scandito il Papa. Ciò detto, per Papa Francesco resta ferma la condanna della strage di Parigi, anche se evidentemente il Pontefice non si sente “Charlie”. “Ognuno – ha ripetuto – ha il diritto di praticare la sua religione senza offendere. E così vogliamo fare tutti. Non si può offendere o fare la guerra, uccidere in nome della propria religione, in nome di Dio”. “Ci stupisce – ha concluso – quello che succede adesso, ma quante guerre di religione abbiamo avuto, pensiamo alla ‘notte di San Bartolomeo.

Il Papa ha aggiunto: “Se ho paura” di essere assassinato o di un attacco degli estremisti islamici? “Sapete, ho un difetto, di essere un po’ imprudente. Se dovesse accadermi qualcosa, ho detto a Dio, chiedo solo che mi faccia la grazia che non sia doloroso, perché non sono coraggioso di fronte al dolore. Sono molto pauroso”. Ha sottolineato di aver più paura per gli altri che per se stesso e di essere fiducioso nelle misure di sicurezza che lo circondano.

Fonte: L’Huffington Post

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