Steiner, l’Occulto e la Guerra

Davanti al panorama surreale di una guerra incombente, ci risponde Rudolf Steiner. Un ciclo di conferenze di un secolo addietro suona attuale come un enigma

di Luisa Martini

imagesNon so se capita soltanto a me. Mi sono resa conto, in questi giorni, di leggere le notizie di politica internazionale – su tutti, l’Ucraina – sentendomi attraversata contemporaneamente da due ordini di sentimenti contrastanti: un senso di urgenza e di lucido dramma da una parte, e, dall’altra, una sorta di nebulosa, onirica indifferenza.
Me ne sono chiesta il motivo. La risposta non è arrivata sotto forma di analisi o di spiegazione razionale, tuttavia si è presentata, alle orecchie e agli occhi della mia mente, chiara e forte sotto forma di ricordo, di citazione da un libro letto qualche tempo fa. Vorrei condividerla con quanti percepiscono le medesime mie sensazioni davanti al panorama surreale di una guerra incombente, voluta da nessuno se non da un premio Nobel per la Pace. Una guerra che avanza in tutta la sua mostruosità senza che nessuno, apparentemente, possa farci niente, raccontata al contrario contro ogni evidenza: com’è possibile?
Mi risponde Rudolf Steiner, questo austriaco straordinario morto novant’anni fa e ancora ben vivo nella sua eredità multiforme. Mi risponde dalle sue conferenze di Dornach, in Svizzera, dove aveva progettato e costruito il Goetheanum, sorta di ‘tempio’ dell’Antroposofia, da lui fondata. Steiner non scrisse molto, personalmente, ma tenne numerosissime conferenze che vennero stenografate e poi raccolte in volumi tematici.
Uno di questi volumi è quello che mi è tornato alla mente: si intitola Riscatto dai poteri. L’enigma dell’Europa Centrale tra Est e Ovest (Archiati Edizioni, Cumiana (To), 2010 – p. 335), e raccoglie i testi di sette conferenze tenute a Dornach dal 4 al 18 dicembre 1916, più una conferenza tenuta a Stoccarda il 21 marzo 1921.
Non aggiungo commenti alle parole di Steiner che hanno colpito la mia memoria, e che ho qui liberamente accostato scavalcando il criterio cronologico per seguirne uno logico, che vi propongo. Buona lettura.
Dalla quarta conferenza,
“Inganno e realtà nella politica e nella storia”,
Dornach 11 dicembre 1916:
«Ho intenzione, miei cari amici, di richiamare la vostra attenzione, lo sguardo della vostra anima, su tre realtà.
Come prima cosa si tratta di capire – naturalmente può essere solo un inizio di comprensione – le grandi correnti spirituali che stanno alla base degli avvenimenti contemporanei; in secondo luogo, si tratta del modo in cui queste correnti operano in questo o quel posto, del modo in cui agiscono, sia con l’aiuto di associazioni e confraternite che operano attraverso gli uomini, sia più o meno consapevolmente tramite singole persone. E, terzo, voglio mostrare proprio come si debba guardare proprio ai fattori peculiari, alle cose che contano, se si vuole capire in che modo quello che accade nel mondo fisico possa essere spiegato in un più ampio contesto.
[…] La storia dell’umanità, compresi gli avvenimenti più dolorosi, viene diretta da forze spirituali. Ma queste forze spirituali operano anche in contrasto fra loro, gli uomini stanno in mezzo a forze che si ostacolano a vicenda in molti modi. […] La maggior parte degli uomini non sa nulla di queste forze reali, ma singoli uomini sono sempre riusciti a saperne qualcosa.
Ora, ci sono diverse possibilità. Una è che gli uomini che non sanno niente di queste forze reali divengano facilmente strumenti inconsapevoli di altri – nel senso che a causa della loro superficialità si lasciano strumentalizzare senza poterci far niente in senso ordinario -, e che a loro volta sono risucchiati da certe correnti. La risultante fra l’influsso effettivo di queste correnti e il loro egoismo personale, il loro orgoglio, esercita una suggestione su chi non sa stare attento.
Un’altra possibilità è che accada quello che è così importante e significativo proprio per gli ultimi decenni della vita europea: spuntano fuori in continuazione singoli uomini che, per l’una o per l’altra via, attraverso società segrete, vengono a sapere qualcosa delle forze spirituali all’opera, e ne abusano in modo consapevole. Magari ne fanno uso coscientemente in un senso che non si può dire moralmente esecrabile.
Ma è come giocare col fuoco, quando persone che non sanno come si devono trattare le realtà spirituali, imprimono a queste forze una determinata direzione – soprattutto quando ne nascono conseguenze per esempio come quelle derivate dalla formazione, nella seconda metà del XIX secolo nell’Europa Centrale, di diverse confraternite più o meno segrete, che hanno sempre subìto il forte influsso della periferia europea. Queste hanno lavorato fino a un certo punto con mezzi occulti, come ha fatto l’Omladina, che è riuscita a realizzare parecchio grazie alle spinte attive al suo interno. […]»
Dalla seconda conferenza,
“L’entusiasmo e l’attenzione. Spirito e potere nell’Europa d’Oriente e d’Occidente”,
Dornach 9 dicembre1916:
«[…] Una caratteristica di coloro che si servono di forze spirituali è che molto spesso – dico molto spesso, non sempre – hanno qualche motivo per non calcare personalmente la scena del mondo fisico esteriore. Si servono di intermediari attraverso cui realizzare e portare a termine determinati piani.
Si tratta di cose che devono svolgersi in modo da non essere notate dalle altre persone. Abbiamo già avuto modo di osservare come gli uomini siano in una certa misura disattenti, distratti, non guardino volentieri a ciò che accade. Questo però viene strumentalizzato dai molti che, come ora voi sapete, si servono di determinate connessioni occulte per agire nel mondo.
Chi osserva il mondo, non nel modo in cui la gente lo guarda abitualmente, bensì con uno sguardo spregiudicato, saprà che ci sono uomini che si lasciano influenzare da quanti vogliono servirsi di simili mezzi. E se qualche occultista non particolarmente coscienzioso si prefigge di influenzare altri uomini, riuscirà a esercitare un influsso ben determinato.
[…] Basta formare le frasi, usare le espressioni in un certo modo per riuscire a esercitare una certa influenza. Semplicemente formulando certe frasi, scegliendo certe parole, e attraverso altri mezzi ancora che non voglio descrivere, si può spingere qualcuno ad agire in un certo modo – basta solo conoscere i mezzi giusti.
[…] Citandovi questi fatti elementari voglio solo indicarvi a cosa dobbiamo prestare attenzione, per farci un giudizio sui fatti. Perché nel modo in cui si scrive solitamente la storia, la gente viene completamente ingannata, fuorviata. Invece anche nella storiografia bisogna andare più a fondo.
[…] Vedete, nel mondo ci sono mezzi con cui si possono generare suggestioni di massa.
Quando si vogliono creare suggestioni su larga scala bisogna immettere ne mondo qualcosa di sensazionalistico. Alla stessa maniera in cui si può suggestionare una singola persona, così come vi ho descritto, si possono condizionare interi gruppi, basta impiegare i mezzi adatti, e soprattutto conoscere quello che lega le persone di questi gruppi le une alle altre.
Esiste un modo con cui si può pilotare la forza che risiede in un singolo uomo verso una precisa direzione. Questi può essere convinto del proprio profondo amore per la pace, ma compie le sue azioni sotto effetto della suggestione. Egli è tutt’altro da quello che fa.
Si può fare a stessa cosa anche con i sentimenti di interi gruppi, se si hanno le conoscenze adatte. Serve solo spingere in una determinata direzione, attraverso una specie di impostura in grande stile, una forza che è sì vitale, ma non ha una particolare direzione come la forza di certe stirpi slave.
Una tale suggestione collettiva esiste, essa ha agito, agisce e agirà in modo estremamente efficace. E’ il cosiddetto Testamento di Pietro il Grande. […] Ora, di questo Pietro il Grande sono vere molte cose, solo non è vero che egli abbia scritto quel testamento, perché quel testamento è un falso. Non proviene da Pietro il Grande, ma è apparso all’improvviso al modo in cui scaturiscono simili cose, dall’oscurità. Fu immesso nell’evoluzione umana, da un giorno all’altro era semplicemente là. Non ha niente a che fare con Pietro il Grande, bensì con altri retroscena […].»
Dalla sesta conferenza,
Tommaso Moro e Dante: i misteri dell’evoluzione resi manifesti,
Dornach, 17 dicembre 1916:
«[…] E’ decisivo che singole parti della conoscenza spirituale complessiva, in particolare della conoscenza occulta dell’evoluzione umana, vengano isolate dal loro contesto e trapiantate nel mondo secondo l’uso che se ne vuol fare, secondo il modo in cui si vuole rigirarle. Estrapolando questo o quell’elemento dal complesso delle giuste conoscenze occulte dell’evoluzione dell’umanità, si può sempre ottenere qualcosa di particolare a vantaggio di un gruppo, al servizio dell’egoismo di un gruppo.
L’insieme delle conoscenze serve sempre all’umanità intera. Elementi isolati dall’insieme servono sempre all’egoismo di gruppi singoli.
Questa è la cosa significativa e importante che si deve aver presente, perché moltissime idee che diventano di dominio pubblico per mano occulta non sono false, ma sono mezze verità o anche un quarto o un ottavo di verità. Proprio perché recano in sé una parte di vero possono essere strumentalizzate per questo o quello scopo in modo unilaterale […].»
Dalla quinta conferenza,
Libertà e determinismo. I casi di Inghilterra e Italia,
Dornach 16 dicembre 1916:
[…] Quel che conta è guardare in faccia tanto i fatti de mondo fisico quanto i fatti e gli impulsi che provengono dal mondo spirituale. […] Il punto è riconoscere che oggi sono inevitabili determinate circostanze davanti alle quali la stragrande maggioranza dell’umanità recalcitra.
[…] Oggi è decisivo avvertire l’umanità che deve pervenire a una più ampia visione, e soprattutto giungere ad avere un giudizio sano e rispondente alle condizioni dell’evoluzione umana. […] Ancora oggi nell’umanità c’è un’estrema resistenza contro ogni possibile visuale più elevata, che riposi su una base spirituale.
[…] Miei cari amici, determinate cose di cui gli uomini non si sono occupati diventeranno tali da far sì che gli uomini se ne occupino. Infatti la Massoneria e le altre confraternite altrettanto segrete non sono così sprovvedute da non vedere come stanno le cose, al contrario, si impegnano a impiegare le forze che ci sono in gioco. Esse sanno dove sono queste forze, da impiegare in questo modo. […] Al momento giusto, cioè giusto per loro, si tratta di fare una cosa oppure un’altra.
[…] Miei cari amici, sono convinto che uno dei motivi principali per cui una tragedia come quella che accade oggi può abbattersi sul mondo, sta nel chiudere gli occhi davanti a queste realtà e nel parlare di quello che accade su basi del tutto inadeguate. Infatti anche di fronte ad eventi così grandi ognuno dovrebbe iniziare dalla conoscenza di sé. […] Occulto, miei cari amici, non è solo ciò che riguarda i mondi superiori – inizialmente questi sono certo nascosti, occulti per tutti gli uomini. Ma per molti uomini è già occulto anche quello che avviene nel mondo fisico!»
Fonte: Megachip (con il titolo: “Steiner, l’Occulto e la Guerra. Un secolo fa. Adesso”)
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