Esiste la vecchiaia?

di Franco Masala

vecchiaia2Un giorno sali su un tram a Varsavia e, immediatamente, una ragazza scatta in piedi per cederti il posto. Dapprima ti compiaci per la gentilezza innata di questo popolo ospitalissimo; poi ci ripensi e ti rendi conto che la molla che ha provocato quella cortesia ha un solo nome: l’età.

È soltanto una delle tante riflessioni che provoca la lettura di un libricino, piccolo nelle dimensioni ma grande nei contenuti, scritto da Marc Augé nel 2014: il doppio titolo italiano – Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste – travisa lievemente l’originale francese (Une ethnologie de soi. Le temps sans âge) ma non ne muta il senso.

L’etnologo parte dall’osservazione che la sua gatta, raggiunta una certa età, aveva cominciato a calibrare i comportamenti in perfetta relazione con il fisico fino a rallentare e limitare i movimenti, pur conservando la sua indole.

Diventa facile trasferire lo stesso meccanismo sull’uomo, considerando che per Augé il tempo è una libertà e l’età un vincolo. Il tempo ti consente di immergerti in esso, di assaporarlo a poco a poco, di farlo scorrere. L’età invece è la serie di giorni che passano e si sommano fino a cifre che spesso fanno stupire e ti classificano in una dimensione nella quale, magari, non ti senti minimamente.

Passando da una considerazione sul Conte di Montecristo a una canzone di Charles Trenet, da Rousseau a Simone de Beauvoir, Augé percorre con leggerezza e grande profondità una serie di brevi ma densissimi capitoli che fanno riflettere, soprattutto in un paese come l’Italia, ormai uno dei più vecchi al mondo, dove i quarantenni sono ancora “ragazzi” e i “grandi” tengono saldamente le leve del potere.

Certo, viviamo un’epoca che sembra aver abolito le differenze generazionali fino a confonderle (si pensi all’abbigliamento o ai comportamenti, per esempio). Oggi le “età della vita” rivelano contorni meno definiti fino a non averne per niente. Al di là di “rottamazioni” e giovanilismi la via da percorrere pare una reale concertazione tra generazioni senza la quale diventa inutile qualunque progetto che voglia modificare la società. Augé conclude che la vecchiaia non esiste, affermando che “tutti muoiono giovani”. In verità, non punto d’arrivo, bensì fonte di ulteriore riflessione ed elaborazione.

*Marc Augé, Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste, Raffaello Cortina Editore, 2014

Fonte: Sardegna Soprattutto

Commento di Dafni Ruscetta

“Oggi le “età della vita” rivelano contorni meno definiti fino a non averne per niente…”. Il problema è proprio che non si vuole più riconoscere l’importanza – e la bellezza – di invecchiare, cercando semmai di procrastinare la consapevolezza della vecchiaia o addirittura di nascondersi dietro atteggiamenti o dinamiche di goffo camuffamento per sfuggire alla realtà del tempo. La “concertazione tra generazioni senza la quale diventa inutile qualunque progetto che voglia modificare la società” è l’accettazione che la vita sociale è fatta di momenti, ma anche di ruoli. In quest’epoca storica il narcisismo e l’egocentrismo dilaganti rendono labile ogni confine tra i vari step dell’esistenza, causando quindi confusione e conflitto (spesso di natura generazionale).

 

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