Fu terrore e tortura al G8. Giusta la condanna di Strasburgo all’Italia

di Nuccio Fava

Non lascia spazio ad opportunismi e ad atteggiamenti alla Pilato: il blitz alla scuola Diaz e poi alla caserma di Bolzaneto deve essere qualificato come tortura.

DiazSe l’Europa, stracarica di problemi, avesse solo la Corte di giustizia europea sarebbe per questo solo un risultato irrinunciabile e di immenso valore sul piano dei diritti umani per tutto il genere umano. Non lascia spazio ad opportunismi e ad atteggiamenti alla Pilato: il blitz alla scuola Diaz e poi alla caserma di Bolzaneto deve “essere qualificato come tortura”.

La decisione della Corte europea dei diritti umani ci ha condannato non soltanto per il pestaggio subito da uno dei manifestanti che ha fatto ricorso all’Europa per la “carneficina “avvenuta durante il G8 di Genova, ma ha fortemente criticato e condannato il nostro Paese privo ancora oggi di una legislazione adeguata a punire il reato di tortura. Sono passati quasi 15 anni da quelle tragiche giornate e nottate, e questo resta un limite grave. Dopo così tanto tempo -col rischio che la memoria si affievolisca o addirittura evapori per le tante immani tragedie di violenza e crudeltà che segnano la nostra storia- riaffiora l’immagine degli scontri e della guerriglia urbana lungo gli angusti carugi genovesi dimostratisi un labirinto e una trappola per forze dell’ordine e manifestanti. Tuttavia queste gabbie dantesche erano esse stesse causa di violenza,di scontri e di assalti continui seguiti da rapide ritirate .

Il clima divenne, se possibile- ancora più pesante ed incandescente, quando cominciò a spargersi la voce della morte di un giovane manifestante Carlo Giuliani anarchico aderente al movimento no-global; è stato come versare benzina sul fuoco, infiammando animi e comportamenti caratterizzati da estrema violenza e da scontri fisici continui, con rapide fughe e ritirate da parte dei black-bloch. Sul tragico episodio sono circolate interpretazioni che assegnavano ai carabinieri la responsabilità della morte del giovane con l’accusa terribile che fosse stato freddato da un carabiniere aggredito; mentre con un estintore laciatogli da Giuliani impaurito avrebbe agito per difesa e alla fine assolto per uso legittimo delle armi. La morte di un giovane comunque crea ulteriore tensione e comprensibili reazioni emotive. Emerge tuttavia la grave inadeguatezza e responsabilità di quanti avevano il compito di garantire lo svolgimento del G8 e mostrare che nonostante l’afflusso di estremisti violenti,e dei famigerati black-blok arrivati anche dall’estero, una adeguata prova di forza e di efficienza delle forze dell’ordine affluite in gran numero a Genova, avrebbe dimostrato la capacità dell’Italia di ospitare grandi eventi internazionali. Una prova dunque di capacità e di disciplina, tramutatasi ben presto in una prova di forza drammatica che sia pure a 14 anni di distanza offre con chiarezza all’Europa e al mondo intero quali aberrazioni disumane possono compiersi per l’uso irragionevole della forza e delle armi.

L’allora ministro dell’interno Scajola dichiarava orgogliosamente che “bisognava fare piazza pulita di questi violenti estremisti” non trovando certo voci critiche e contrarie tra gli altri ministri del suo campo. In qualche modo purtroppo si fece molto più che piazza pulita : gradini e pareti , termosifoni macchiati di sangue e vere e proprie pozze di sangue lungo corridoi e aule della scuola Diaz, mostravano una volontà di violenza e di odio, proprio si volesse fornire una irresponsabile e crudele lezione. Emerse in ogni caso in grande misura anche l’uso dello scarica barile e della mancata assunzione di responsabilità. La lezione che ci viene dall’Europa se ci umilia e mostra inequivocabilmente quanto il nostro Paese sia indietro nel suo senso civico e nell’assunzione matura delle responsabilità ci sprona duramente a realizzare una legislazione sulla tortura, come hanno fatto moltissimi altri Paesi non solo europei.

Fonte: Globalist.it

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