Vertical farm: i metodi di coltivazione. Aeroponico, acquaponico, idroponico

di Francesca Latini

Le Vertical Farm rappresentano una vera rivoluzione nell’agricoltura. Si tratta di componenti innovative per la coltivazione urbana, applicate su edifici esistenti o di nuova costruzione pensati per la produzione in verticale di cibo, grattacieli che fungono da serre o superfici inclinate che dovrebbero entrare a far parte dello skyline della città con molti benefici sia ambientali che economici.

URBAN SKYFARM: LA FATTORIA IDROPONICA IN VERTICALE

I BENEFICI DEGLI ORTI VERTICALI

La percentuale di terreno fertile sulla terra va diminuendo, molti terreni producono meno e si stima una crescita vertiginosa della popolazione mondiale tale che nei prossimi decenni l’80% delle persone vivrà in città. Ovviamente queste statistiche fanno emergere alcune necessità e problematiche che si presenteranno, come l’aumento della deforestazione e il rischio di utilizzo di fertilizzanti chimici e sostanze nocive che vengono anche oggi utilizzate per una maggior produzione di frutta e verdura. La natura segue un suo ciclo e risponde a delle sue leggi, benché nell’istantaneo ci fornisca pomodori o mele apparentemente perfette grazie all’uso di insetticidi e fertilizzanti, in realtà è pura apparenza. L’uomo sta intossicando le proprie risorse di cibo causando danni notevoli alla natura e quindi a se stesso.Nelle vertical farm è possibile coltivare seguendo delle tecniche innovative, ciò permette di trarne un guadagno a livello ambientale, in quanto si tratta di tecniche che si basano su principi elementari della natura e riducono anche l’emissione di CO2 nell’atmosfera. Questo perché la produzione a Km0 riduce drasticamente quella catena di passaggi che prevede l’utilizzo di mezzi di trasporto (inquinanti). Produrre, comprare e consumare nello stesso raggio di azione è un vantaggio su tutti i fronti, anche dal punto di vista economico, come si può quindi facilmente comprendere.

Ma quali sono le tecniche utilizzate negli orti verticali? Vediamo di seguito alcuni esempi delle tre tipologie di sistemi.

LE TECNICHE DI COLTIVAZIONE NELLE VERTICAL FARM

Distinguiamo tre tecniche di coltivazione:

  • aeroponico
  • idroponico
  • acquaponico

Il sistema di coltivazione aeroponico

 a sinistra immagine da aerofarms.com; a destra immagine da powerhousehydroponics.coma sinistra immagine da aerofarms.com; a destra immagine da powerhousehydroponics.com

Questa tecnica prevede la coltivazione di piante senza l’utilizzo di terra, grazie ad un sistema di sostegno è possibile far crescere le piantagioni alimentandole direttamente sulle radici con acqua nebulizzata e sostanze nutritive minerali. I LED, a basso consumo energetico, provvedono a fornire la luce che di caso in caso è necessaria alle coltivazioni per la fotosintesi.

I vantaggi sono legati ad un minor spreco di acqua, in quanto nelle coltivazioni tradizionali il 95% va perso, in questo caso invece viene direttamente assorbito dalle radici della pianta. Inoltre la crescita stimata è pari al 30% maggiore e con tempi dimezzati rispetto alle coltivazioni a terra. Ma ancora più importante è che non vengono usate sostanze chimiche, dannose sia per l’ecosistema che per i lavoratori.

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Notevole è il lavoro portato avanti da AeroFarms a Newark (New Jersey), in cui sorgerà la fattoria verticale aeroponica più grande del mondo, con una produzione stimata di 900.000 kg di ortaggi prodotti in un anno. L’impianto verrà installato in una ex fabbrica in disuso, nella quale verranno installati impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia.

Il sistema di coltivazione idroponico

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Anche in questo caso il sistema è basato all’assenza di terra, sostituita da inerti come possono essere la vermiculite, la perlite, l’argilla, ma anche la fibra di cocco o la lana di roccia. La vegetazione viene nutrita con vapore acqueo e sostanze minerali.

I vantaggi legati ad un risparmio dell’acqua stimato intorno al 70% rispetto ai metodi tradizionali, il che lo rende un sistema vantaggioso nei paesi con scarsa disponibilità di acqua. Anche in questo caso la crescita è due volte più veloce delle coltivazioni classiche, con notevoli benefici derivanti dalla non contaminazione del suolo e dell’aria con sostanze nocive, in quanto i fertilizzanti non vengono dispersi nel suolo.

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A Jackson Hole, negli Stati Uniti, è in corso la realizzazione del Vertical Harvestuna coltivazione idroponica che occupa soli 400 mq e prevede circa 1700 mq di superficie coltivata. Non solo diventerà una fonte di produzione a Km zero ma prevede anche dei laboratori didattici e delle aree per lezioni sulla coltivazione sostenibile. Unendo così in un mix unico produzione, vendita e consumo, con il valore aggiunto dell’educazione e della didattica anche per persone disabili.

Il sistema di coltivazione acquaponico

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Questo sistema prevede la combinazione di allevamento ittico e agricoltura, quindi acquacoltura (allevamento di pesci e crostacei) e coltivazione idroponica (coltivazione di vegetali senza utilizzo di terra).  In poche parole le acque di scarico dell’allevamento ittico, ricche di sostanze di scarto dei pesci e resti di cibo, vengono utilizzate per la coltivazione in quanto risultano essere ottimi fertilizzanti naturali. Le piante si nutrono di queste acque e nel contempo le purificano restituendo acqua pulita che può essere riutilizzata per l’allevamento, diminuendo così il numero di ricambi necessari per i pesci. In pratica un ciclo continuo dal quale si può trarre vantaggio sia per la coltivazione che per l’allevamento.

I vantaggi anche in questo caso sono legati al notevole risparmio di acqua rispetto a quella che si adopera nelle coltivazioni tradizionali, inoltre le acque essendo ricche di fertilizzanti naturali permetto una crescita del 30-50% più veloce rispetto alle colture a terra ed un vantaggio economico legato alla disposizione di fertilizzante autoprodotto e non nocivo per l’ambiente e la salute.

Ad Abu-Dhabi, negli Emirati Arabi, è stato inaugurato nel 2012 il più grande impianto acquaponico il quale vede la produzione di 300 kg di lattuga due volte a settimana e 10 tonnellate di pesce in un anno.

LE COLTIVAZIONI SOSTENIBILI ED IL FUTURO

Il futuro dell’agricoltura e della nutrizione sta diventando un tema centrale a livello internazionale. Questi sistemi sostenibili possono consentire di ridurre l’avvelenamento del suolo e dell’ecosistema che l’uomo ha portato avanti nel tempo, con notevoli benefici in ogni settore, a volte fare un passo verso il futuro vuol dire fare un passo indietro, tornando all’utilizzo di fertilizzanti naturali, perché basta osservare la natura per capirne i giusti funzionamenti.

Fonte: Architettura Sostenibile

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