La finanza che trucca le carte

Ecco tutte le anticipazioni a Valori di giugno, che affonda il bisturi nella finanza peggiore. Il giornale arriva in questi giorni con un supplemento sugli investimenti, responsabili e non, sulla terra.

Ecco dunque Valori di giugno. Con un dossier di copertina in cui proviamo a raccontarvi nel modo più semplice le facce peggiori della finanziarizzazione selvaggia – spesso illecita – delle nostre vite. Perché da Wall Street a Londra, Milano, Tokio, Shanghai… le Borse e i mercati finanziari regolano sempre più la vita delle persone, e tutti noi diventiamo bersagli inconsapevoli di vere strategie di disinformazione economica. C’è infatti chi non gioca pulito sui mutui e chi trucca le quotazioni dell’oro, manipolando i tassi di cambio e alterando la concorrenza con operazioni di cartello e veri raggiri. Distorsioni organizzate che costringono a ripensare regole di contrasto e sanzioni: molto si gioca sul fronte delle riforme, ma applicarle è difficile e  a molti fa comodo che nulla cambi.

Ma di fronte a questo scenario la finanza etica non molla. E tanto meno l’azionariato critico di Eni & Enel, che si riorganizza a seguito del cambio ai vertici delle due compagnie: inizia l’era di Descalzi e Starace, si vedrà se andrà meglio per il futuro dell’ambiente e dell’energia. Due temi importanti come la salute. La cura della quale negli USA sta vivendo una piccola rivoluzione, a seguito della riforma di Barack Obama, annacquata rispetto al progetto iniziale ma almeno capace di portare risparmio. Casse pubbliche più sane, quindi, come sarebbero anche quelle europee se la lotta all’evasione fiscale condotta dalla Banca europea per gli investimenti fosse meno timida nei fatti. Se insomma la comunità europea desse seguito ai propositi senza garantire zone franche a troppi soggetti.

Perché con politiche pubbliche eque e rigorose si stimolano buone prassi, e magari persino l’economia solidale. O almeno lo sviluppo, di cui l’Italia ha estremo bisogno, e che passerà – in molti ne sono ormai convinti – attraverso un rilancio della politica industriale pubblica. Una politica che pensi ad imprese internazionalizzate e sostenute, che sappia finanziare le energie e la ricerca tecnologica anticipatrici del futuro, che sostengano una domanda interna in crisi spingendo i comparti più sostenibili. Una ricetta unica non c’è, naturalmente, ma dal dibattito tra le voci del presidente della commissione Attività produttive del Senato Massimo Mucchetti e degli studiosi economisti Roberto Romano e Raffaele Brancati cerchiamo di esplorare alcune vie possibili. Anche perché nel frattempo i mercati illeciti allargano le proprie zone di caccia. Anzi di pesca, visto che proprio i mari e gli oceani sono luogo di razzia da parte delle organizzazioni criminali.

Lo sguardo di Valori spazia infine dai mari alle terre emerse, su un orizzonte internazionale, a partire però da molto vicino. Da quella volta in cui il governo transalpino fece carte false per non raccontare al suo popolo che entro il 2050 avrebbe potuto fare a meno del nucleare grazie alle rinnovabili. O di come sul Regno unito spirino forti i venti di un senso di supremazia britannico per il quale potrebbero essere messi in discussione gli equilibri europei. Fino alla Repubblica democratica del Congo, dove la pace è fragile e i gruppi armati si sostengono estraendo minerali graditi alle multinazionali. Parola di due grandi ong.

E anche in allegato a questo numero trovate una sorpresa: il supplemento gratuito scritto da noi e pensato da Etica Sgr per riflettere sugli investimenti responsabili, sulla gestione sostenibile della terra: ambiente e clima, olio di palma, acqua… sono aspetti essenziali per un futuro del Pianeta che offra cibo e sviluppo diffusi.

Cercate il giornale nelle filiali di Banca Etica o abbonatevi qui.

Fonte: Valori.it

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