I ruffiani di Stato

Propongo questo post di Bracconi (pubblicato sul suo blog) perché ritengo che una delle ‘patologie’ più gravi dell’attuale sistema dei partiti sia proprio l’eccessiva (o totale) distanza dai cittadini, dall’elettorato, che li percepisce sempre più come una casta di privilegiati e di ‘marziani’, per lo più rinchiusi in un bunker istituzionale da cui non vogliono uscire. Anche i soggetti politici che stanno nascendo, dalle ceneri del vecchio sistema, si pongono nella stessa ottica erronea. Come al solito non hanno ancora capito che – pur cambiando nome, struttura, dirigenza, persone – le dinamiche appaiono ai più come roba vecchia. La nuova politica si nutre – ed è giusto che sia così – di quasi ‘anonimato’, di persone qualunque che sanno stare quotidianamente tra la gente, che vanno a  conoscere i propri interlocutori e le loro difficoltà, i bisogni, le paure etc. Cosa che nessuno – vuoi per imbarazzo vuoi per incapacità – del vecchio sistema è in grado di fare. Non è un caso che una forza politica come il M5S, sebbene incarni anch’essa qualche dubbio e incongruenza da risolvere, continui a scalare le classifiche dei sondaggi (anche di quelli meno ‘sospetti’) sulle preferenze di voto. E non bastano gli 80 euro, non bastano gli annunci sul taglio delle tasse, non basta nemmeno una timida ripresa dell’occupazione al povero Renzi per tornare a correre…La dinamica in atto, se ne facciano una volta per tutte una ragione i vari Serracchiani, Vendola, Civati, Landini, Passera etc (che, nel tentativo di far ripartire la propria locomotiva, aggiungono carbone di diversa provenienza), è quella di un fiume in piena che sta travolgendo un po’ tutti. Se ne sono accorti anche in Spagna, dove la ripresa economica era ben più consistente che in Italia. Eppure Podemos si accinge ad andare a governare il Paese alle prossime elezioni di novembre, in virtù dell’ottimo risultato già ottenuto alle recenti amministrative. La gente vuole roba nuova…lo chiede la società, ormai lo chiedono anche alcuni poteri forti, tra cui la magistratura e una certa informazione (che non è solo quella de Il Fatto Quotidiano). Perché sono sicuri che fare meglio di quanto stia facendo la vecchia classe dirigente (camuffata da nuovo) sia davvero un gioco da ragazzi.

di Dafni Ruscetta

 

 

Ecco il post di Marco Bracconi

Nelle periferie disagiate o benestanti arrivano i migranti e puntualmente assistiamo all’aggressività di Casa Pound, alle paure dei residenti e al dibattito sul confine tra sostenibilità sociale e solidarietà.

Altrettanto puntualmente ci si frustra per l’impossibilità di tenere assieme due cose tanto diverse come la fratellanza e la reazione di chiusura (purtroppo altrettanto umana) verso il diverso.

Puntualmente l’esposizione mediatica – involontariamente o meno – riformula l’equazione simbolica stranieri uguale problemi, casino e tensione.

Ma in tutte queste puntualità c’è qualcuno sempre in ritardo, che arriva sempre dopo, con quella ruffianeria pelosa di chi si manifesta attento e sensibile ai problemi altrui ma sempre e solo a cose fatte.

Perché quando ci si mena in mezza alla strada non c’è mai uno straccio di rappresentante del governo a segnalare, con la sua semplice presenza, che esistono diritti, desideri, paure individuali ma anche esigenze collettive e complesse che lo Stato non può disattendere?

Per quale assurda e autolesionista ragione la classe dirigente si astiene da sporcarsi le mani con la realtà, tutta la realtà, e si rifugia nell’astrazione del linguaggio, della metafora, della lontananza?

Magari fosse la paura di essere contestati, o una disdicevole forma di pigrizia politica o intellettuale. Quello che fa male è constatare come questa assenza assordante sia semplicemente l’altra faccia dei presidenti delle regioni che fanno lo scaricabarile su Palazzo Chigi o sull’ente locale confinante.

Per loro fortuna, i negri che arrivano non sanno l’italiano. Altrimenti scoprirebbero che da queste parti sono solo due i vocabolari possibili. O l’arroganza ottusa e opportunista di chi li vuole mandare a casa o la strumentalità ridicola e falsa di chi invoca (e pretende) gli italiani brava gente: due miserie, in uno Stato solo.

Fonte: blog di Bracconi su Repubblica

Le foto presenti in questa sezione sono state per lo più ricavate da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione su questo sito, potranno segnalarlo all’indirizzo email: dafniruscetta@yahoo.it’

Comments are closed.