Il sorriso di una dea…

Pubblico questa bellissima storia perché dimostra in maniera efficace come una spiritualità semplice e profonda possa rendere la vita un qualcosa di unico, naturale, gioioso.
Credo che il dovere di ognuno sia anche quello di ringraziare per quello che riceviamo ogni giorno, per quello che – nel bene o nel male – ci capita e ci forma nella nostra essenza di uomini e donne e che dona maggiore completezza non solo all’intelletto ma soprattutto all’anima.

Questo post è stato pubblicato dall’autrice nel suo diario FB il 26 agosto 2015.

di Sara Piu

Tu che mi guardi con quegli occhioni azzurri e il sorriso di una dea, non saresti dovuta esser qui, oggi.
Il giorno del mio trentesimo compleanno, mentre in casa amici e parenti festeggiavano, avrei voluto farmi un regalo in segreto: la certezza della tua esistenza.
E l’ecografia e il medico insieme confermarono quel che in cuor mio già sapevo. Ma di fronte al mio esultare lui aggiunse: “Non gioisca, signora! Il cuore non batte e il feto è molto più piccolo di come dovrebbe. Ci vediamo nel fine settimana: o abortisce da sola o dovremo pensarci in ospedale”
Ed io che già c’ero passata, buttai l’inferno e le urla in fondo in fondo nel buio del mio cuore e tornai a casa, a festeggiarmi.
Solo il giorno dopo, messi via i panni della festa e dell’apparenza, mi concessi di sprofondare. E poi dopo ore, d’un tratto, mentre affogavo nell’impotenza di un dolore liquido, iniziai a pregare, proprio io che non conoscevo neppure le parole giuste..
Dio, Allah, Madre Terra e gli dei senza nome, invocai tutti e nessuno perchè mi concedessero il dono di averti.
Contro ogni certezza medica, invocai di poterti abbracciare, dando in cambio solo un nome: quello della santa tanto amata che si festeggiava quando fosti concepita.
Feci un patto con l’Universo, perchè un patto era l’unica cosa che era in mio potere fare. E aspettai in silenzio la sua risposta. E le ore, i giorni e settimane intere passarono senza che facessi niente. Finchè, sfinita, tornai da chi mi aveva dato la certezza del tuo esserci stata e poi non più. Disse solo: “Mai visto niente del genere: era morto ed ora è vivace come un grosso grillo!”
Allora capii che avrei avuto accanto una piccola scintilla dell’Universo.
Buon compleanno, mia luce; buon compleanno mia Lucia!

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