Non è Vespa il problema del servizio pubblico televisivo

di Essere Sinistra (sito)

Lungi da me il voler difendere Bruno Vespa. Ho guardato molto raramente la sua trasmissione, meno che meno ho comprato suoi libri, che per la maggior parte sono madrigali e odi per vezzeggiare i potenti.

Però, qualcosa mi viene da dire sulla puntata dove il conduttore di “Porta a Porta” ha invitato i parenti di quel Vittorio Casamonica che è saltato all’onore delle cronache per il suo funerale hollywoodiano. Devo dire, che come sempre faccio se non mi piace qualcosa, se lo trovo inopportuno, usufruisco delle capacità del mio telecomando ed il gioco è fatto: questo, tanto per cominciare. Poi, a mente fredda e dopo tutti i commenti indignati dei telespettatori: certo, li capisco, ma non li condivido semplicemente perché c’è stato di peggio, se non dello stesso livello.

Io mi indigno per quello che il cosiddetto “servizio pubblico” non fa vedere, come le tante contestazioni al premier/segretario; per le verità che il “servizio pubblico” nasconde ad arte: sono mesi che c’è un vero e proprio massacro in Siria, come anche in altri paesi del medioriente, e quanto rilievo è stato dato dal “servizio pubblico”?

Io mi indigno per i numeri “miracolosi” del governo che il “servizio pubblico” dispensa a piene mani e con grande enfasi, numeri che poi si scoprono sbagliati come quelli dichiarati sul lavoro dal ministro Poletti.

Io mi indigno quando pagando un canone, una vera ed iniqua gabella, mi devo sorbire programmi che nulla hanno di culturale o di piacevolmente evasivo.

Mi indigno quando permettono ad un populista di “vomitare” ogni giorno fiumi di odio razziale aizzando la gente contro disperati che scappano da guerre, distruzione, fame e quant’altro, tutto questo mancando ai propri compiti istituzionali che lo vorrebbero presente alle sedute del Parlamento Europeo: capito, Matteo Salvini?

Mi indigno quando permettono ad un (ex) senatore della Repubblica, Marcello Dell’Utri, di banalizzare un eroe come il giudice Falcone preferendogli un pregiudicato, assassino e spacciatore di droga, Mangano, solo perché ha tenuto fede all’omertà mafiosa. Mi sono indignato per la firma del “contratto con gli italiani” di Silvio Berlusconi, una pagliacciata indegna di un paese civile: eppure, quanti sono stati dalla mia parte? E quante volte c’era da indignarsi quando il “nostro” Bruno Vespa riceveva Berlusconi da leader del governo senza contraddittorio, e quando c’era era scelto da Berlusconi stesso.

Potrei andare avanti e potrei aggiungere anche che, pur pagando un canone non riusciamo più a vedere lo sport, e non parlo del calcio che prende tutto quel poco spazio che la Rai concede. Parlo dei grandi eventi di tennis, basket, ciclismo e tutto quanto è diventato di “proprietà” di Sky o di Mediaset (ah, i conflitti d’interesse), quindi a pagamento. Sì, come tifoso di Formula Uno mi indigno per come la Rai la offre a seconda del circuito che ha “acquistato” da Sky. E potrei andare avanti ad elencare le tante vere e proprie truffe, ai nostri danni, per le quali non ci siamo indignati.

Vespa fa il suo lavoro: male, per alcuni, ma è il suo lavoro. Siamo sinceri: ci sono tanti che lo seguono e che giustificano per questo la sua presenza in video, oltre al fatto che da buon opportunista, sa girarsi nella direzione giusta al momento giusto. Vespa parte dal principio che la notizia vera è: “uomo che morde cane” e non “cane che morde uomo”, che è la normalità. Sbaglia? Ma questo è soggettivo, come soggettive sono queste mie riflessioni.

Le reti pubbliche nazionali ormai sono soltanto, tranne rare e piacevoli eccezioni come Rai Storia, canali mediatici commerciali e propagandistici. Con materiale sempre più scadente, almeno secondo me. Di questo, come cittadini, dovremmo indignarci e preoccuparci. Molto.

Fonte: Agorà Vox

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