Diego, giovane poliziotto, e gli eroi di un mondo umano

Questa storia apparsa su The Huffington Post Italia mi ha toccato nel profondo e ve la propongo. Non solo perché provengo da una famiglia di poliziotti, mio babbo lo è stato – prima a Roma e poi a Torino – e mio fratello lo è tuttora, motivo per cui mi sento particolarmente legato a questo corpo di sicurezza nazionale. Mi ha toccato, inoltre, perché è sintomatico di come a volte una certa umanità sia ancora possibile tra persone uguali, sebbene con storie, culture, status e privilegi differenti. Mi colpisce infine, elemento non di poco conto, perché dimostra che chi crede di potersi elevare a un livello di superiorità morale e culturale sia spesso, invece, vittima di strani meccanismi di egocentrismo e paure che lo rendono individuo incompleto, succube dei suoi stessi pregiudizi e credenze.Dafni Ruscetta

Ecco l’articolo di Anna Rita Leonardi

POLIZIOTTOStazione Termini, quasi ora di pranzo. Arrivo sempre un po’ in anticipo quando devo prendere il treno, giusto il tempo di un caffè.

Tra la confusione dei viaggiatori, accanto a me, un poliziotto, un mendicante e un signore al cellulare. Il poliziotto, giovane, occhi chiari, controlla un po’ la situazione in giro.

Il mendicante ha un bicchiere di plastica in cui conserva le monetine delle varie offerte e sta accasciato a terra, in silenzio.

Il signore, vestito e cravatta blu, parla dalle cuffiette del suo Iphone e mangia un tramezzino.

A un certo punto il poliziotto si avvicina al mendicante, gli sussurra qualcosa a bassa voce, si allontana e dopo poco ritorna con 2 panini e 2 bottigliette d’acqua; li consegna all’uomo a terra, gli sorride dolcemente e riprende il suo lavoro.

Il signore al cellulare osserva la scena e, visibilmente infastidito, comincia a fare smorfie di disapprovazione.

Dopo poco si rivolge al poliziotto ed inizia la sua critica: “E così che ci tutelate? Queste persone andrebbero portate in galera, non sfamate. Si ubriacano, sporcano, delinquono. Noi, cittadini italiani onesti, per colpa loro dobbiamo stare con 10 occhi aperti, e voi che dovreste tutelare prima noi li sfamate pure. Questo Paese è diventato un covo di clandestini criminali”.

Il poliziotto lo ascolta, e mentre lo fa si accorge del mio sguardo, sconvolto da quelle parole. Allora si avvicina al signore e, con estrema educazione, risponde: “Guardi, io non so che tipo di problemi abbia lei, ma il signore qui accanto non sta facendo nulla di male. Ha fame e sete, non ha come sostentarsi ed è mio dovere aiutare chi sta in difficoltà”.

Il signore si zittisce, ma resta contrariato.

Dopo qualche minuto, finito di mangiare, si accorge che il suo treno, arrivato da tempo, sta per partire.
Allora, lancia la carta del tramezzino per terra, incurante di chiunque ci sia intorno e comincia ad accelerare il passo.

Ma immediatamente viene raggiunto e bloccato dal poliziotto.

“Si rende conto che ha lanciato volutamente una carta per terra? È gente come lei che sporca e delinque, anche con questi piccoli gesti”. Il signore, umiliato dal poliziotto, riprende la carta da terra e, dopo averla buttata nell’apposito contenitore, si avvia verso il binario. Con gli occhi bassi ed il viso rosso dalla vergogna.

Io ed il poliziotto ci guardiamo sorridendo.

Si chiama Diego, ha 34 anni ed è di Napoli.

E oggi è il mio nuovo eroe.

Fonte: The Huffington Post Italia

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