Ricordando Pasolini…

«Chi ha manipolato e radicalmente (antropologicamente) mutato le grandi masse contadine e operaie italiane è un nuovo potere che mi è difficile definire, ma di cui sono certo che è il più violento e totalitario che ci sia mai stato: esso cambia la natura della gente, entra nel più profondo delle coscienze. Dunque sotto le scelte coscienti, c’è una scelta coatta, ormai comune a tutti gli italiani: la quale ultima non può che deformare la prima» (Citato da Aldo Zanchetta: Ripensare il mondo con Ivan Illich a cura di Gustavo Esteva; p.144).

di Dafni Ruscetta

Pochi uomini hanno saputo fondere, come ha fatto Pasolini, l’aspetto umano-spirituale con quello intellettuale, razionale, politico. Pochi uomini hanno saputo analizzare gli aspetti più profondi dell’animo, riuscendo a collegare la condizione socio-economica di partenza con quella filosofica, matafisica e finanche spirituale. De André si è molto avvicinato a quella consapevolezza, ma la capacità di scandagliare e analizzare così profondamente l’animo umano fa di Pasolini uno dei più grandi personaggi del secolo scorso.  Solo chi ha vissuto sulla propria pelle quella condizione è in grado di dare un giudizio così completo – che abbracci aspetti filosofici, antropologici, sociologici, economici, politici, psicologici, tutti gli ambiti dell’agire umano in altre parole –  sulle cause che generano l’ingiustizia, i conflitti, l’intolleranza, e tutta la bruttezza delle moderne società fondate sulla competizione tra individui, in un contesto che spesso assomiglia più a quello di una giungla nella quale dover sopravvivere in base alle proprie forze. La grandezza di Pasolini sta nell’aver riconosciuto che la miseria umana dei nostri tempi, in tutte le sue forme, trae origine da un inganno che ha coinvolto le maggiori sfere del vivere sociale, a partire da quella economica fino a quella culturale e antropologica dell’uomo moderno. Nell’aver ‘illuminato’ , tramite varie metafore che ancora oggi riscopriamo nei suoi scritti e nelle sue opere artistiche, il senso di un intreccio tanto complesso quanto illusorio delle dinamiche attuali di potere, di chi le attua e  di chi le subisce. Pasolini era un gran conoscitore (e non per averli studiati nozionisticamente) di entrambi i contesti, quello delle ‘vittime’ e quello dei loro ‘carnefici’, ma soprattutto aveva una sensibilità e una curiosità nell’osservazione dei vari processi umani, che lo portavano a una capacità unica di discernimento nel giudizio sui fatti del mondo. La sua era una visione ‘dall’alto’, onnicomprensiva, come quella che solo pochi individui illuminati hanno saputo realizzare nel corso della storia. Gli stessi a cui, probabilmente, Papa Francesco faceva riferimento ieri nella sua omelia domenicale, definendoli “santi della porta accanto”.

E, guarda caso, questi uomini (e donne) illuminati, questi “santi”, nel corso della storia solo in rari casi sono stati individui con ruoli di potere politico o economico. Immaginate cosa sarebbe oggi la storia dell’umanità, quale potrebbe essere oggi la condizione dell’uomo in ogni angolo del mondo se la selezione del potere politico (perlopiù nelle mani delle élite di ogni epoca), inteso come servizio reso per il bene comune, fosse avvenuta  privilegiando le menti più grandi come quella che abbiamo ricordato.

Le foto presenti in questa sezione sono state per lo più ricavate da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione su questo sito, potranno segnalarlo all’indirizzo email: dafniruscetta@yahoo.it’

Comments are closed.