Superstrade ciclabili: le infrastrutture leggere favorite dalla legge di Stabilità

di Francesca Caccioli. Fonte: Architettura Sostenibile

A Gennaio 2016, l’Italia ha visto un nuovo passaggio nelle politiche per la mobilità e le infrastrutture leggere. Con la Legge di Stabilità infatti si sono stanziati ben 94 milioni di euro per 3 anni (18 milioni nel 2016, 38 milioni nel 2017 e i restanti 38 nel 2018) per la realizzazione di 3 progetti infrastrutturali (superstrade ciclabili):

In copertina: Cycle path with white arrow and mosaic of a bicycle on red stone surface. Foto di Annavee, via Shutterstock.

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Questi investimenti previsti dalla legge di Stabilità costituiscono una svolta innovativa per il nostro Paese, rivolta a favorire gli spostamenti in bicicletta, anche quando si tratta di percorsi lunghi (oltre 5 km). Con l’inserimento di queste infrastrutture leggere non solo si tenta di costruire un nuovo modello di sviluppo (riduzione drastica della produzione di CO2) sensibilizzando i cittadini ad una nuova concezione di “ciclabilità”, ma anche di rilanciare i territori attraversati con il cicloturism­o, finora esclusiva dei paesi nordici.

“La simpatia che ispira la bicicletta deriva anche dal fatto che nessuna invasione è stata fatta in bicicletta” (Didier Tronchet).

Sì, nessuna invasione è stata fatta in bicicletta, ma non è detto che la bicicletta e le superstrade ciclabili non possano portare ad una rivoluzione, una “ciclorivoluzione”! Un cambiamento, in questa fase storica che vede un neonato interesse ecologista, sia obbligato dall’allarmante situazione di inquinamento che da un rinnovato atteggiamento del cittadino ora economo e risparmiatore.

Ci sono finalmente i mezzi per cambiare la modalità di spostamento nelle città italiane, un nuovo impulso alle infrastrutture leggere dimenticate.

Le superstrade ciclabili nel mondo

Oggi molte città si stanno muovendo in questa direzione: Londra, New York, Basilea e Washington sono in prima linea. Già dagli anni ’80 i Paesi Bassi, il Belgio e la Danimarca presentavano le prime vie ciclabili per il decongestionamento del traffico, dando così inizio a un rinnovato modo di muoversi in sicurezza.

La Cycle Super Higway permette alle bici danesi di sfrecciare da Copenhagen ad Albertslund, Breda è connessa a Etten-Leur nei pianeggianti Paesi Bassi e una nuova via di 30 km permetterà una connessione su un’asse est-ovest degli estremi della capitale inglese tra i quartieri di Barking e Acton.

Ma il 2016 non vede protagonista solo la nostra l’Italia: in Germania, nella Ruhr, si parla di Radschnellweg, la nuovissima ciclovia che collegherà ben 10 città (tra cui Duisburg, Bochum e Hamm) per un totale di 100 km.

In definitiva, le amministrazioni ed i governi si sono finalmente resi concretamente attivi, dando nuova pulsione ad una tendenza che si sta diffondendo sempre più e poi citando un grande politico: ”non c’è niente di meglio di un bel giro in bicicletta” (JFK).

di Francesca Caccioli. Fonte: Architettura Sostenibile

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