Pensiero e realtà…

La differenza tra teoria e realtà pratica è la stessa che esiste tra pensiero e azione, tra dire e fare, tra nozionismo e conoscenza, tra razionalità e pragmatismo, etc…

IMG_1773Ho avuto ben chiara questa distinzione nei giorni scorsi, mentre mi trovavo immerso nel verde della campagna della Planargia (per chi non lo sapesse è una zona particolare della Sardegna occidentale), sebbene ne avessi avuto prova diverse volte negli ultimi anni. Quante volte mi son trovato a fare filosofia sui concetti dell’esistenza, sugli stili di vita alternativi, sull’etica di questa o di quella particolare azione morale. Quante altre volte mi sono infervorato parlando di diritti dell’uomo, di salvaguardia dell’ambiente, di equità sociale etc. E quante preoccupazioni e dispiaceri mi ha provocato una certa inclinazione a pesare e giudicare le azioni da un solo punto di vista, possibilmente connotato ideologicamente. Poi, un giorno, ti trovi lì, in aperta campagna, e cominci a osservare, a guardare il mondo con altri occhi. I tuoi. Non più quelli dell’ideologia, non quelli del pensiero e della filosofia, nemmeno quelli del giudizio morale. Osservi e basta. E , nell’osservare, ti rendi conto che un filo d’erba non è altro che un filo d’erba, nella sua essenza, e che non potrebbe essere altro.

Ti accorgi che ogni singola entità vegetale animata è lì non a caso in quel momento, che i tanti fiori gialli di calendula selvatica sono lì e basta, che i ciuffi di tarassaco sono in quel preciso istante un’espressione di una visione del mondo, di un punto di vista immutabile. Allora allarghi lo sguardo attorno, inizi a percepire un’immensità di forme e colori in movimento armonico tra loro. E tutto ti sembra unico, innegabile, indivisibile, inspiegabile.

Nulla ti sembra che accada. E ti convinci che è quella la normalità della vita, il succo, la storia, l’essenza.

Tornando alla Planargia…mi sento un uomo davvero fortunato. Nel camminare nella campagna di una delle regioni più accoglienti di questo pianeta, nell’aver sperimentato dapprima la fase ‘intellettuale’ della conoscenza, quella più razionale, e poi nell’averne conosciuto la parte ‘esperienziale’, quella che prende i sensi. E per aver anche imparato a servirmi, poco a poco, dei vari grandi insegnamenti, intellettuali o meno anch’essi. Per aver imparato a osservare il respiro degli esseri che animano questo mondo. Mi sento davvero fortunato.

di Dafni Ruscetta

P.S.: ringrazio Mariangela, Sem e Anita per condividere ogni volta con noi le loro conoscenze botaniche e sulle erbe selvatiche.

 

 

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