Sulla laurea delle donne…

Questo articolo di alcuni mesi fa (da Il Foglio.it) dice che più le donne si laureano meno fanno figli e più la civiltà scompare. Dimentica che l’Italia ha uno dei tassi di natalità più bassi in Europa (9 nascite all’anno ogni 1000 abitanti) ma anche uno dei tassi di donne laureate più bassi, mentre in Norvegia, dove oltre metà delle donne sono laureate, il tasso di natalità è di 12 nascite ogni 1000 abitanti. Curioso, no?
E visto che in questi giorni si parla di Iran, lo sapevate che il 60% degli studenti universitari iraniani sono donne? E che il 70% delle lauree in ingegneria lo prendono le donne, in uno dei paesi che sta laureando più ingegneri in proporzione alla popolazione? Eppure il tasso di natalità iraniano è 18/1000.
Tranquilli, la civiltà non scompare se le donne si laureano. Diciamo che non c’è civiltà dove si chiudono gli asili nido e si ostacola in mille modi la maternità.

di Pino Cabras

Perché la laurea delle donne è una causa del declino demografico

Ai padri con figlie in età da università. Anche lo storico americano Steven Mintz, professore dell’Università del Texas e autore di “The prime of life. A history of modern adulthood”, vede nella laurea una causa del declino demografico: “Il rallentamento dell’economia e la crescita dell’importanza attribuita a una buona formazione universitaria fa sì che sempre più giovani ritardino il matrimonio o scelgano di non sposarsi”. Non solo in Italia, dunque, ma nell’intero Occidente l’istruzione universitaria di massa, che sposta troppo in avanti la scelta di riprodursi, si configura come un pericolo per la sopravvivenza della società. Oltre che per la trasmissione dell’onomastica famigliare e del dna genitoriale. I padri ci pensino bene prima di mandare all’università le figlie (Mintz parla dei figli in generale ma siccome la fertilità maschile si conserva più a lungo il problema è innanzitutto femminile): commetterebbero un gesto antisociale.

da Il Foglio.it

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