A proposito di ingiustizie…

Pubblico un commento a caldo che ho postato sulla mia bacheca FB nei giorni scorsi come reazione al terribile episodio di Nizza.

 

Risultato immagine per strage di Nizza foto camionMi sveglio sgomento x l’ennesimo atto di terrore contro poveri innocenti, quasi in casa nostra. Sgomento x l’orrore, ma niente affatto sorpreso x un nuovo evento sanguinoso, benché vile, le cui radici non sono unicamente di matrice Isis, ma legate a mancate politiche reali di integrazione – per certi versi vere e proprie condizioni di ghettizzazzione – in molti contesti urbani d’Oltralpe. Ho vissuto in Francia x quasi due anni, quindici anni fa ormai. Ho assistito personalmente alla miseria delle banlieu francesi, anzitutto povertà culturale. Lo sguardo etnografico già allora mi aveva fatto percepire e ipotizzare che il disordine, l’emarginazione, l’esclusione a cui molti figli di immigrati della prima generazione erano stati sottoposti x decenni, avrebbe prima o poi condotto a scenari nefasti. Ecco perché la Francia paga il prezzo più alto: il paese della liberté-égalité-fraternité, nonché la culla dei più grandi sociologi e antropologi degli ultimi decenni, non ha saputo garantire davvero le stesse condizioni a tutti i suoi figli, i cittadini autoctoni da una parte – quelli della ‘grandeur’ – e quelli che lo sono diventati tramite i flussi migratori dalla seconda metà del secolo scorso. Questo giudizio sulle cause, ovviamente, non cambia la sensazione di annientamento e di tristezza x quelle immagini e x quella povera gente innocente. Però smettiamola di continuare ipocritamente a pensare a gesti isolati di alcuni fanatici fondamentalisti religiosi! Questa non è una guerra di religione, è una situazione con radici profondissime nelle tante ingiustizie che il nostro mondo, la nostra cultura occidentale (quindi non solo la gestione politica), ha accettato per troppo tempo. È uno scontro di civiltà, non dissimile ad altri casi simili della storia, con la differenza che ormai queste civiltà convivono negli stessi luoghi geografici. E sono pronte a farcela pagare per quelle ingiustizie…

di Dafni Ruscetta

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