Muoversi in città. Esperienze e idee per la mobilità nuova in Italia

di Mariangela Martellotta. Fonte: Architettura Sostenibile

Muoversi in città. Esperienze e idee per la mobilità nuova in Italia” lascia ben sperare ad una progressiva evoluzione del sistema della mobilità che pian piano in Italia sta facendo – se pur a macchia di leopardo – i suoi lenti progressi, seguendo un iter che si lega non solo a fenomeni di tipo sociale e di evoluzione tecnologica ma anche ad una ormai consolidata convinzione generale che la rinascenza dell’urbanistica passi per il sistema dei trasporti.

Il futuro della mobilità? Il trasporto collettivo

Interessante e istruttivo nel libro “Muoversi in città” è il tracciamento dell’evoluzione dei trasporti urbani nel nostro paese, che descrive tra l’altro pro e contro, motivazioni e proteste nei confronti di quello che è stato probabilmente uno degli eventi più significativi nell’ambito della “rivoluzione verso la mobilità sostenibile”: il primo blocco del traffico mirato ad un rimedio contro lo smog.

Viene quindi descritta l’evoluzione dei primi Piani del traffico e l’avvento verso una gestione ed un controllo del traffico non più finalizzato a fare solo gli interessi degli automobilisti ma a tutelare anche i diritti di tutti gli abitanti dei centri urbani.

“Le reti del trasporto su ferro tranviario, metropolitano e ferrovie suburbane, hanno ottenuto scarsi finanziamenti, in proporzione agli investimenti dedicati allo sviluppo del sistema autostradale e all’alta velocità ferroviaria , e questo costituisce uno dei problemi anche per il futuro.”

Tratto da “Gli interventi per il trasporto collettivo” – Cap. 3 La mobilità collettiva.

Il testo non lascia da parte le critiche verso i punti deboli che ancora sono da eliminare in una politica che ha voglia di migliorarsi e di potersi affermare come moderna.
Emerge quanto siano datati e non conformi alle esigenze attuali i mezzi di trasporto collettivo ed è evidente quanto fino ad oggi abbiano influito i tagli delle risorse del trasporto pubblico.

Se poi si guarda al panorama della cosiddetta “mobilità dolce”, le cose non sembrano migliori ed è chiaro che occorrono strumenti di governo a scala maggiore e non interventi puntuali sul territorio.

Inoltre un ruolo essenziale lo devono avere gli stessi cittadini che non devono solo essere informati (a volte neppure ciò accade) sulle decisioni prese in merito alla mobilità, ma anche coinvolti in prima persona sulle azioni di pianificazione partecipata con gli enti pubblici dalle amministrazioni locali.

“Per la prima volta nella storia della civiltà umana, nel 2007 la popolazione urbana ha superato quella rurale. Si prevede che nel 2050 la Terra ospiterà 9 miliardi di persone di cui circa il 70% in città, le quali diventeranno le maggiori responsabili delle emissioni di sostanze inquinanti, della produzione di rifiuti e dei consumi di energia. Numeri il cui impatto, tradotto in termini ambientali, dicono che le città, a livello globale, sono responsabili del 45% dei consumi energetici e del 50% dell’inquinamento atmosferico. E allora servono città efficienti e intelligenti: per garantire uno sviluppo sostenibile dell’umanità è cruciale trovare soluzioni innovative per la gestione e la crescita dei centri urbani.”

Tratto da “Le infrastrutture di ricarica e la città intelligente” – Cap. 6 Verso il veicolo sostenibile.

Un piano di logistica urbana sostenibile

Gli autori di “Muoversi in città” espongono sia analisi e dati concreti sulla mobilità che piani urbani della mobilità sostenibile per poter fare un confronto e delle previsioni su possibili scenari futuri.

Essenziale è comprendere quanto conti pianificare attraverso strumenti “smart”, ormai imprescindibili nelle grandi aree urbane,  vista l’esigenza di gestire flussi di traffico complessi e cercare quanto più possibile di ridurre costi di mantenimento delle reti e gli impatti che esse necessariamente possono produrre sull’ambiente.

“Nell’ambito delle politiche di mobilità, i comuni e le città metropolitane sono chiamati a intervenire per il governo e la razionalizzazione del trasporto delle merci, con una strategia integrata e decisioni coerenti inserite in un Piano della logistica urbana sostenibile (che ricordiamo deve ancora trovare una regolamentazione efficace).  Già oggi molte amministrazioni hanno attuato diverse misure di regolazione del trasporto merci – orari, luoghi di scarico, incentivi ai veicoli puliti, progetti speciali pubblici o privati di distribuzione – utilizzando i poteri di regolamentazione derivanti dal PGTU.”

Tratto da “La strategia da adottare: il piano di logistica urbana sostenibile” – Cap. 8 Muoversi in città.

L’intento degli autori

Un monito a prendere finalmente sul serio la pianificazione e non lasciare su carta le previsioni. Cercare di fare in modo di offrire un servizio migliore alla comunità attraverso le politiche di mobilità riducendo gli impatti ambientali ed economici e implementando i servizi.

Un’impresa molto più impegnativa rispetto al settore della generazione elettrica, dove le rinnovabili consentiranno una totale uscita dai fossili.

Il testo è molto articolato e dettaglia – anche dando riferimenti bibliografici e normativi – le diverse tematiche della mobilità. Risultano molto utili e chiari i casi studio riportati che esemplificano esperienze in Italia e nel Mondo sulle politiche della mobilità e tracciano anche un percorso storico dell’evoluzione avuta in alcuni settori della stessa.

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Scheda tecnica del libro

Titolo: Muoversi in città. Esperienze e idee per la mobilità nuova in Italia
Editore: Edizioni Ambiente
Pagine: 287
Data pubblicazione: Marzo 2016
Autori: Anna Donati , Francesco Petracchini
Contributi: prefazione di Gianni Silvestrini; postfazione di Maria Rosa Vittadini
ISBN: 9788866271765
Lingua: italiano

Gli autori

Anna Donati è esperta di mobilità sostenibile e infrastrutture di trasporto. Ha lavorato al WWF Italia, come Direttore generale Acam e collabora con il Gruppo mobilità sostenibile del Kyoto Club. Negli anni Novanta è stata assessore alla mobilità del Comune di Bologna e di recente assessore alla mobilità e infrastrutture del Comune di Napoli. Ha fatto parte del Consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato. Ha fondato i Verdi in Italia ed è stata eletta in Parlamento per i Verdi e l’Ulivo. È presidente onoraria di CoMoDo, la Confederazione della mobilità dolce, fa parte dell’Assemblea delegati di Legambiente e presiede il Comitato scientifico della Rete mobilità nuova.

Francesco Petracchini ingegnere ambientale e dottorato in scienze ambientali, è esperto di inquinamento atmosferico e gestione di progetti di ricerca nazionali e internazionali. È ricercatore presso il Cnr-Iia (Consiglio nazionale delle ricerche, Istituto sull’inquinamento atmosferico) presso cui è responsabile dell’Ufficio progettazione. Presidente dell’associazione Corrente in movimento, nel 2012 ha organizzato un viaggio elettrico a zero emissioni in Italia alla scoperta delle eccellenze nel campo delle fonti rinnovabili e della mobilità sostenibile. Nel 2014 ha organizzato il Cleanweb Hacakthon Roma per lo sviluppo di app legate all’energia ambiente e mobilità.

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