COventidue: progetto di cohousing nel cuore di Milano

di Ivana Fasciano. Fonte: Architettura Sostenibile

COventidue è il nuovo progetto di abitazioni in cohousing che a breve partirà in pieno centro a Milano. Tra settembre ed ottobre 2016 verrà stipulato il rogito per la cessione dell’immobile sito in Corso XXII Marzo 22 –  piazza Santa Maria del Suffragio- dal Fondo immobiliare “Comune di Milano I” gestito da BNP-Paribas REIM sgr, alla società COventidue, che per la realizzazione si è affidata a NewCohcohousing.it, portale che promuove in Italia un nuovo modello abitativo partendo da adesioni ed esigenze dei futuri abitanti. I lavori di ristrutturazione saranno avviati a fine estate in questo palazzo in stile Liberty in pieno centro a Milano.

Il progetto COventidue in centro a Milano

La presentazione del progetto COventidue è avvenuta il giorno 8 febbraio, anche da parte di Leopoldo Freyrie, progettista dell’opera, ex presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti e partner dello Studio milanese Freyrie Flores Architettura: l’obiettivo è di favorire un miglioramento della qualità della vita passando attraverso un incremento dei livelli di comfort, vivibilità, accessibilità e socialità. La chiave d’innovazione dell’iniziativa sta nella progettazione partecipata e condivisa con i futuri abitanti, che contribuisce alla realizzazione di relazioni solide e ben strutturate nel tempo, grazie al lavoro svolto comunitariamente per un obiettivo comune.

{youtube}0oe6vz6l-dQ{youtube/}

Un progetto di cohousing – afferma l’Architetto Freyrie – parte solo con l’adesione preventiva dei futuri abitanti, i quali si costituiscono in gruppo promotore diventando contemporaneamente destinatari ma anche proponenti del progetto stesso e, con ciò, assumendo un ruolo attivo sia nelle decisioni che riguardano la loro vita futura, sia nell’investimento necessario a far procedere l’operazione immobiliare. Per gli Architetti – i quali garantiscono la professionalità e la sostenibilità dell’intero progetto – questa formula innovativa comporta uno spostamento della committenza dall’impresa immobiliare all’utente finale, ossia il futuro abitante che incide su ogni passaggio del progetto”.

Questo è possibile perché prima di firmare il contratto, come precisato da Nadia Simionato, CEO di NewCoh, vengono registrate già l’80% delle adesioni per i posti disponibili, stilando un’ulteriore lista d’attesa.

Nella prima fase, i futuri abitanti si sono costituiti come gruppo informale promotore, assumendosi la responsabilità di prendere decisioni per i vari aspetti riguardanti il progetto, dall’investimento alla realizzazione architettonica, dal settore organizzativo a quello gestionale. Questo tipo di procedimento potrà così consentire di raggiungere costi d’acquisto dell’abitazione inferiori di circa il 20-30% rispetto alla media di mercato, stanti pari caratteristiche progettuali e tecnologiche.

L’identikit del cohouser

Generalmente si tratta di dipendenti o liberi professionisti, ma anche di pensionati o imprenditori; la fascia d’età è generalmente compresa tra i 36 ed i 55 anni.

Il progetto COventidue prevede la realizzazione di 50 appartamenti, di vario taglio e dimensione, realizzati su misura, in base alle esigenze dei futuri abitanti. Al piano interrato saranno presenti delle cantine, mentre gli spazi di condivisione e d’incontro, comuni a tutti i cohouser, saranno al primo piano e nel cortile: qui troveranno luogo spazi di coworking, una sala polifunzionale, una lavanderia, un’area giochi per bambini, un deposito per biciclette e una zona per gli animali.

coventidue-cohousing-milano-b

L’edificio sarà reso accessibile con soluzioni innovative, dal punto di vista dell’efficienza energetica rispetterà i principi per essere gas-free, e-incentive, grazie all’installazione di sistemi di ricarica per auto elettriche, sarà connesso al meglio alla rete ed organizzato attraverso sistemi di domotica all’avanguardia. La classe energetica dell’edificio sarà la più elevata, grazie alla presenza di tecniche di coibentazione adeguate come isolamento verde nella facciata del cortile, cappotti interni, ventilazione naturale che permetta il recupero di calore, caldaie a condensazione o pompa di calore.

Per tutti gli abitanti in funzione della riqualificazione energetica e funzionale dell’edificio, sarà possibile usufruire di sgravi fiscali, come previsto dalla normativa nazionale attualmente vigente.

Il valore aggiunto di questo tipo di iniziativa risulta essere dato senza dubbio, oltre che dal risparmio economico rispetto al prezzo di mercato di pari abitazioni, dalla valorizzazione delle risorse qualitative ambientali, ecologiche ed umane ivi impiegate, essendo la realizzazione di questo progetto la fase finale di un processo partecipativo e decisionale che vede i futuri abitanti coinvolti come veri e propri attori con ruolo attivo per il futuro della propria abitazione, contribuendo così non solo alla realizzazione di iniziative che mirano al benessere di tutti e di ciascuno, ma anche alla salvaguardia di quegli spazi condivisi che divengono beni di comune fruizione, riproponendo concretamente al giorno d’oggi valori quasi obnubilati quali la socialità e la sostenibilità che sarebbero naturali in rapporti di buon vicinato ma che in questo tipo di progetti sembrano trovare la propria essenza fondante.

Newcoh: la piattaforma online per il cohousing

Newcoh basa la propria organizzazione intorno a dei principi fondamentali, comuni a tutti i progetti, in particolare:

  • recupero e riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, contribuendo in questo modo sia alla rigenerazione di aree degradate della città esistente, sia alla riduzione del consumo di suolo, problematica contingente dei nostri decenni;
  • valutazione e localizzazione degli interventi per servizi, presenza di aree verdi e sistemi di mobilità;
  • orientamento alla sostenibilità, intesa sotto diverse sfaccettature: da quella ambientale, che valorizzi la riduzione dei consumi e l’efficienza energetica, a quella sociale, che migliori la qualità della vita degli abitanti, a quella economica, generata da principi di condivisione e dalla valorizzazione di buone pratiche;
  • progettazione partecipata, per favorire il processo di valorizzazione delle risorse umane a disposizione, non solo in campo economico e sociale, ma anche in quello organizzativo, gestionale e decisionale.
Le foto presenti in questa sezione sono state per lo più ricavate da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione su questo sito, potranno segnalarlo all’indirizzo email: dafniruscetta@yahoo.it’

 

Comments are closed.