Non dobbiamo mica possedere tutto

Anche a Toronto ha aperto una “biblioteca delle cose” dove, proprio come in una casa comune dei libri, si può prendere in prestito tutto ciò che ci serve, magari due o tre volte l’anno, per poi restituirlo, senza aver bisogno necessariamente di comprarlo ed esserne proprietari esclusivi. E’ la cultura della condivisione che avanza, fa bene alle persone e al pianeta.

di Dominella Trunfio. Fonte: comune-info.net

biblioteca_delle_coseQualsiasi cosa voi cerchiate, qui la troverete. Apre a Toronto la prima Biblioteca delle cose, un luogo in cui si può prendere in prestito davvero di tutto. Nello Sharing Depot, ovvero deposito della condivisione, si possono trovare tutti quegli oggetti che non abbiamo mai in casa quando servono e che magari serviranno solo un paio di volte e poi verranno dimenticati in un cassetto.
Parliamo degli attrezzi da campeggio, gli strumenti da lavoro come martello, trapano, avvitatore e perfino giocattoli che una volta cresciuti i bambini, saranno depositati in cantina. Per esempio, quante volte in un anno verrà usato un tosaerba? Probabilmente due o tre, quindi prenderlo in prestito sarà sicuramente più conveniente che acquistarlo. La mission della Biblioteca delle cose, prima nel suo genere in Canada, è proprio quella di abbracciare l’economia circolare.
Funziona quindi, come una qualsiasi biblioteca in cui, facendo un abbonamento mensile o annuale, è possibile prendere in prestito tutto ciò che serve in maniera sporadica. Oltre a far bene alle tasche dei consumatori, il Depot è anche un’ottima soluzione allo spreco e all’accumulo e di conseguenza al riuso e al riciclo.
La cultura della condivisione, oltre a far bene al nostro Pianeta, aiuta anche sul piano personale perché va a minare quell’idea che dobbiamo possedere per forza tutto.

“La gente dovrebbe smettere di comprare cose che non sempre sono necessarie. I prodotti condivisi sono stati progettati per essere durevoli nel tempo. L’idea di un’economia circolare è il futuro del Pianeta”, dice il co-fondatore Ryan Dyment.

E speriamo che presto anche in Italia ce ne sia una!

Fonte: Greenme

di Dominella Trunfio. Fonte: comune-info.net

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